OLPC XO

La One Laptop for Child, meglio conosciuta con la sigla OLPC, nasce come organizzazione no-profit che propone l'abbattimento del digital-divide tra paesi occidentali e paesi in via di sviluppo attraverso la progettazione, la realizzazione e la distribuzione di un piccolo computer dotato di manovella per soccombere alla mancanza di elettricità alla "modica" cifra di 100 dollari. Alla sua fondazione partecipano varie organizzazioni. Tra queste troviamo Google, Amd, Red Hat, BrightStar, News Corp e Nortel Networks con una partecipazione anche del MIT Media Lab. Il progetto sicuramente ambizioso e pieno di ostacoli si propone di utilizzare solo software open-source. Quindi niente da eccepire! Almeno nei propositi! Ma come spesso accade, non sempre alle parole seguono i fatti! Alle buone promesse iniziali, purtroppo seguono: il notevole aumento di prezzo del computer (fissato a $188) , la rinuncia alla manovella per ricaricare la batteria, dissapori interni che vedono l'uscita di scena di alcuni protagonisti, la rottura con Intel e per finire la decisione di presentare il proprio computer dotato di Windows Xp. In barba alla scelta iniziale di abbracciare solo software open-source.

Tutti questi contrattempi hanno finito per far venir meno le numerose simpatie che il progetto aveva suscitato inizialmente nell'opinione pubblica. Inoltre il fiorire di tutta una serie di iniziative simili hanno fatto nascere tanti dubbi sulla effettiva bontà di questi progetti. A me personalmente non hanno dato molto l'idea di organizzazioni no-profit! Tutt'altro! Il colpo finale per quanto riguarda OLPC è sicuramente rappresentato dall'entrata in scena della Microsoft con il suo Windows Xp. Ma i dubbi sono molteplici! A cominciare dal prezzo alto! Come si fa a vendere un computer a 188 dollari in paesi in cui il reddito medio di una famiglia non si avvicina nemmeno alla metà? In paesi dove esistono ben altri problemi! Sono molte le scelte fatte e poco comprensibili. L'idea della manovella capisco che non fosse proponibile. Per una ricarica completa occorre quasi un'ora, ok ... ma era comunque valida ed economica per le numerose zone del pianeta in cui non arriva la corrente! Perché non si è pensato a nient'altro in sostituzione? Per non parlare della mancanza di linee telefoniche o qualsivoglia somiglianza ad una connessione internet! Problemi insormontabili per abbattere il digital-divide! Nonostante quindi i numerosi limiti costruttivi, economici e ambientali si è andati avanti. Arrivando a presentare il prodotto di prossima generazione, ovvero XO-2! Simile ad un ebook, sarà dotato di doppio display touchscreen, uno con funzione di tastiera virtuale per l'immissione di testo e punterà al risparmio energetico con un consumo dichiarato di un solo watt. La grossa sorpresa deriva però dall'annuncio del prezzo di questo gioiellino della tecnologia che uscirà nel 2010, prezzo fissato a 75 dollari! Uhmmm! Gli scettici sono in tanti e basta un giro nella rete per capire gli umori di molti. Come è possibile scendere a 75 dollari con il nuovo XO-2 quando per il vecchio XO senza doppio touchscreen si è dovuti salire fino a 188 dollari dai 100 iniziali?

OLPC XO-2 OLPC XO-2

Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che la nuova generazione sembra rappresentare una svolta, un cambio di direzione rispetto al passato. Caratterizzato da un design moderno e completo di doppio touchscreen, questo prodotto si pone in diretta concorrenza con un settore come quello degli UMPC.

OLPC XO-2

Potrebbe quindi riscuotere un notevole successo in un mercato diverso da quello per cui sembra essere realizzato il suo predecessore. Un prodotto destinato non solo all'abbattimento del digital-divide nei paesi in via di sviluppo ma un prodotto che allo stesso tempo vedo bene sugli scaffali di un centro commerciale di una capitale europea. Un modo intelligente per contere i costi. Ma se così fosse l'OLPC andrebbe a perdere quella idea che ognuno, in cuor suo si è fatto, di "semplice" organizzazione no-profit! Non sembra anche a te?

One Response to “OLPC organizzazione no-profit?”

  1. fasterbit Says:

    ho sempre ritenuto lodevole questa iniziativa, anche se paradossale.
    Avere un laptop e non avere acqua corrente, o un ospedale a meno di 150 chilometri mi pare inutile.
    Se la tecnologia a noi serve per gestire le cose più rapidamente, tenere sotto controllo i nostri soldi o controllare gli ultimi spettacoli al cinema, mi domando quale uso ne possa fare un ragazzo di 17 anni che vive in un villaggio del Sudan o in una piccola casa senza porte nè finestre nè telefono.
    Sicuramene gli potrà servire per aprirsi una piccola finestrella su un mondo nuovo, pieno di pubblicità, di informazioni, di donne bellissime e messaggi seducenti; ma come potrà mai avere accesso alla vera porta di questo strano e curioso posto, dove i bambini vanno a scuola annoiati, con le scarpe e con delle scatolette di cartone piene di succo di frutta?
    Potrebbe venirgli il desiderio di essere dall'altra parte.

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