Questa mattina mi é capitato di leggere dello sfratto intimato all'Ebri, l'Istituto di ricerca sul cervello voluto dal premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini, a causa del quale rischia di chiudere per mancanza di fondi. Ennesima sconfitta del sistema Italia. Un sistema quello italiano che non conosce la meritocrazia e che oramai fa acqua da tutte le parti, come si evince dalle sue molteplici contraddizioni. Paese di navigatori ma amanti del posto fisso, di risparmiatori ma pieno zeppo di aziende dai conti perennemente in rosso, di ricercatori e menti brillanti che fanno la fortuna di multinazionali all'estero, un paese diviso tra nord e sud, che parla dialetti e respira culture profondamente diverse, un paese dove i posti di comando sono tenuti saldamente da settantenni che solo raramente abdicano in favore di "giovani" cinquantenni. No dico, come minimo qualcosa non funziona. Anche se per altri motivi, si dice che siamo una nazione giovane ma a me non sembra sia cosí! O sbaglio?
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Mentre nel mondo si parla sempre più di Grid Parity con programmi di ricerca e sviluppo che consentiranno di abbassare notevolmente il costo dell'energia prodotta attraverso il fotovoltaico, permettendogli di diventare nei prossimi 5/10 anni più economico delle normali centrali, nel Bel Paese si pensa al nucleare! Si il nucleare! Alla faccia delle energie cosiddette rinnovabili.
Pertanto mi auguro che qualcuno ai piani alti prima o poi rinsavisca e convinca i ns. governanti del fatto che con molta probabilità mentre il resto del pianeta ridurrà o peggio abbandonerà del tutto il nucleare noi saremo ancora intenti a costruire delle centrali che prima di entrare in funzione saranno già obsolete oltre che altamente rischiose e/o inquinanti! Per non parlare dei costi abnormi di cui lo Stato, quindi noi, si deve far carico.
L'Italia ha perso il treno del nucleare decine di anni fà e non capisco perchè perseveriamo nel voler perdere anche la corsa alle energie pulite e/o rinnovabili in favore di quello che con tutta probabilità verrà abbandonato presto da coloro ne hanno usufruito per 30 anni. Inoltre in un paese dove è estremamente complicato aprire un termovalorizzatore, sono proprio curioso di sapere dove si deciderà di depositare le scorie nucleari. Sono proprio curioso!
Molti
docenti e ricercatori delle Università e Centri di ricerca Italiani si sono mobilitati
affinché vengano prese decisioni sagge e coraggiose per la politica energetica italiana con un appello che può essere sostenuto da tutti, basta consultare il sito Energiaperilfuturo.it.
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Ho seguito gli ultimi mesi di Fonera 2.0 con una certa trepidazione. Il prodotto è innovativo e promette molto ad un prezzo di lancio interessante.
La Fonera 2.0 è dotato di porta USB per la connessione di Pen-Drive e/o Hard-Disk, è Open-Source e questo particolare da solo garantisce il futuro sviluppo di nuove funzionalità e applicazioni ma soprattutto consente di
spegnere il pc e continuare il
download di files torrent. Da non dimenticare che:
FON è la più grande Community WiFi nel mondo. I membri della Community, i Foneros, condividono parte della propria connessione domestica a Internet e ricevono, in cambio, l'accesso al WiFi gratuito in tutto il mondo. La nostra vision è il WiFi ovunque.
Quindi interessato dall'opportunità di poter accedere al WiFi in modo gratuito, ove presente un hot-spot e intrigato dalla possibilità di effettuare download a Pc spento mi sono deciso ad acquistare questo splendido prodotto lo scorso 29 Aprile.

Ma oggi ad una settimana dal mio ordine, una mail mi ha sorpreso e deluso allo stesso tempo. L'email è la seguente:
Congratulations again on securing a Fonera 2.0 Wifi router at the special launch price!
We're sorry we have not been able to ship your Fonera 2.0 yet. Due to demand beyond our expectations and a production delay, this order had to be put on backorder temporarily.
But don’t worry! We are doing everything to ensure your Fonera 2.0 will be delivered as soon as possible. Purchases will be shipped in the order they were received and the latest we expect delivery mid June. We apologize for the delay and will keep you informed of your order status.
And remember, you can enjoy free access to WiFi at FON Spots worldwide today, even before your Fonera 2.0 arrives!
Enjoy FON!
The FON Team
Che dire? Da un lato sono contento del grande successo riscosso ... ma dall'altro sono deluso per il non riuscire a mettere le mani sulla Fonera 2.0 in breve tempo. Il rischio è che i molti che acquisteranno questo splendido prodotto da qui in avanti rischiano di vederselo consegnare a fine Giugno ed oltre. Non mi rimane che augurare a tutti i
Foneros un bel
in bocca al lupo.
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La One Laptop for Child, meglio conosciuta con la sigla OLPC, nasce come organizzazione no-profit che propone l'abbattimento del digital-divide tra paesi occidentali e paesi in via di sviluppo attraverso la progettazione, la realizzazione e la distribuzione di un piccolo computer dotato di manovella per soccombere alla mancanza di elettricità alla "modica" cifra di 100 dollari. Alla sua fondazione partecipano varie organizzazioni. Tra queste troviamo Google, Amd, Red Hat, BrightStar, News Corp e Nortel Networks con una partecipazione anche del MIT Media Lab. Il progetto sicuramente ambizioso e pieno di ostacoli si propone di utilizzare solo software open-source. Quindi niente da eccepire! Almeno nei propositi! Ma come spesso accade, non sempre alle parole seguono i fatti! Alle buone promesse iniziali, purtroppo seguono: il notevole aumento di prezzo del computer (fissato a $188) , la rinuncia alla manovella per ricaricare la batteria, dissapori interni che vedono l'uscita di scena di alcuni protagonisti, la rottura con Intel e per finire la decisione di presentare il proprio computer dotato di Windows Xp. In barba alla scelta iniziale di abbracciare solo software open-source.
Tutti questi contrattempi hanno finito per far venir meno le numerose simpatie che il progetto aveva suscitato inizialmente nell'opinione pubblica. Inoltre il fiorire di tutta una serie di iniziative simili hanno fatto nascere tanti dubbi sulla effettiva bontà di questi progetti. A me personalmente non hanno dato molto l'idea di organizzazioni no-profit! Tutt'altro! Il colpo finale per quanto riguarda OLPC è sicuramente rappresentato dall'entrata in scena della Microsoft con il suo Windows Xp. Ma i dubbi sono molteplici! A cominciare dal prezzo alto! Come si fa a vendere un computer a 188 dollari in paesi in cui il reddito medio di una famiglia non si avvicina nemmeno alla metà? In paesi dove esistono ben altri problemi! Sono molte le scelte fatte e poco comprensibili. L'idea della manovella capisco che non fosse proponibile. Per una ricarica completa occorre quasi un'ora, ok ... ma era comunque valida ed economica per le numerose zone del pianeta in cui non arriva la corrente! Perché non si è pensato a nient'altro in sostituzione? Per non parlare della mancanza di linee telefoniche o qualsivoglia somiglianza ad una connessione internet! Problemi insormontabili per abbattere il digital-divide! Nonostante quindi i numerosi limiti costruttivi, economici e ambientali si è andati avanti. Arrivando a presentare il prodotto di prossima generazione, ovvero XO-2! Simile ad un ebook, sarà dotato di doppio display touchscreen, uno con funzione di tastiera virtuale per l'immissione di testo e punterà al risparmio energetico con un consumo dichiarato di un solo watt. La grossa sorpresa deriva però dall'annuncio del prezzo di questo gioiellino della tecnologia che uscirà nel 2010, prezzo fissato a 75 dollari! Uhmmm! Gli scettici sono in tanti e basta un giro nella rete per capire gli umori di molti. Come è possibile scendere a 75 dollari con il nuovo XO-2 quando per il vecchio XO senza doppio touchscreen si è dovuti salire fino a 188 dollari dai 100 iniziali?

Questo potrebbe essere spiegato dal fatto che la nuova generazione sembra rappresentare una svolta, un cambio di direzione rispetto al passato. Caratterizzato da un design moderno e completo di doppio touchscreen, questo prodotto si pone in diretta concorrenza con un settore come quello degli UMPC.

Potrebbe quindi riscuotere un notevole successo in un mercato diverso da quello per cui sembra essere realizzato il suo predecessore. Un prodotto destinato non solo all'abbattimento del digital-divide nei paesi in via di sviluppo ma un prodotto che allo stesso tempo vedo bene sugli scaffali di un centro commerciale di una capitale europea. Un modo intelligente per contere i costi. Ma se così fosse l'OLPC andrebbe a perdere quella idea che ognuno, in cuor suo si è fatto, di "semplice" organizzazione no-profit! Non sembra anche a te?
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